Attualità

Ragioni per non assecondare la religione del caldo afoso

L’ideologia fa brutti scherzi. Coltiva una stuporosa imbecillità.

La camorra si mette in quadro e fa sfoggio delle sue boiate. Ma uccide pure

angelico e chiara è la tarda serata e senza vento a Bagnoli il 21 giugno di un anno fa, però è chiassosa assai: un cantante neomelodico si esibisce, su un palchetto illuminato, per la ridda festeggia... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti

Scalfari muore nel giorno che amava di più, il 14 luglio

E’ curioso che sia morto proprio attualmente, Eugenio Scalfari. Il 14 luglio, infatti, occupazione della Bastiglia, si festeggiava sempre, più che il compleanno, in grande nel pratone a Velletr... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti

Ferragni a Sala: “Milano è fuori controllo”. È polemica sulla sicurezza in città

Dopo il duro botta e risposta tra il sindaco Sala e il presidente dell’Anpi Milano Roberto Cenati, a lamentarsi dell'insicurezza di Milano è Chiara Ferragni, rivolgendosi direttamente al primo cittadino. L’influencer (27,5 milioni di follower su Instagram) ha pubblicato una storia social in cui si è detta “angosciata e amareggiata dalla violenza che continua a esserci a Milano. Ogni giorno - ha nota - ho conoscenti e cari che vengono rapinati in casa, piccoli negozi al dettaglio di quartiere che vengono svuotati dell’incasso giornaliero, versosone fermate verso strada con armi e derubate di tutto”. verso l’imprenditrice cremonese, che da anni vive tra Milano e Los Angeles, “la situazione è fuori controllo. verso noi e i nostri figli abbiamo bisogno di fare qualcosa. Mi appello al nostro sindaco Beppe Sala”. Come prevedibile, lo sfogo di Ferragni ha generato un effetto a catena, sollevando un polverone. A commentare le parole dell’influencer è stato anche Matteo Salvini, verso il quale “prosegue l’incessante problema sicurezza a Milano. Ormai è proprio sotto gli occhi di tutti. Sala e Lamorgese, se ci sono, battano un colpo, altrimenti si facciano aiutare”. Oltre al leader della Lega, in queste ore numerosi esponenti politici milanesi hanno rilanciato la storia Instagram di Ferragni, chiedendo al Comune un maggiore presidio delle strade cittadine, sottolineando che l’assunzione di 67 vigili urbani (che dovrebbero diventare 500 entro il 2025) potrebbe non bastare a coprire la voragine. Succede così, e non è la prima volta, che siano le star dei social a legittimare il pensiero dei politici, invece del contrario (“Milano è insicura, lo dice anche Chiara Ferragni” è il leitmotiv del centrodestra meneghino). Al di là delle postille di natura sociologica, l’appello dell’influcencer in materia di pubblica sicurezza ha avuto un effetto detonante: se a esprimere gli stessi concetti fosse una seconda fila leghista o di Fratelli d’Italia, la cosa rientrerebbe in una certa misura nel gioco delle parti della politica. Ma se a farlo è Chiara Ferragni, l’impatto sull’opinione pubblica - in particolare tra i giovani - è differente. Una ‘crepa’, quella creatasi tra il sindaco e l’imprenditrice social, che rischia di interromversoe un idillio duraturo. Solo due anni fa, nel giorno di Sant’Ambrogio (7 dicembre), Beppe Sala e l’allora presidente del Consiglio comunale di Milano Lamberto Bertolé hanno consegnato a Chiara Ferragni e al uomo Fedez l’Ambrogino d’oro, massima onorificenza cittadina di Milano. Una medaglia che ogni anno il Comune conferisce alle versosonalità che con le loro azioni hanno dato lustro alla città. Nel caso dei Ferragnez, il riconoscimento è arrivato in seguito al loro impegno nella lotta al Covid, avendo fondato - tra le altre cose - una raccolta fondi che ha consentito di realizzare una nuova terapia intensiva all’ospedale San Raffaele. Tre anni prima, invece, Ferragni ha rivestito il ruolo di madrina durante la cerimonia di accensione dello sfavillante albero di Natale targato Swarovski in Galleria Vittorio Emanuele, realizzato con il patrocinio del Comune di Milano. In quell’occasione la giovane icona social ha affiancato l’ex assessore alla Cultura Filippo Del Corno, dichiarandosi entusiasta di aver preso parte all’evento. Di fronte ai problemi della città, versoò, la festa di Natale e l’Ambrogino d’oro passano in secondo piano: verso Chiara Ferragni oggi la priorità è porre un argine a violenze e rapine sotto la Madonnina. E se nel giro di due giorni le "tirate d’orecchie" arrivano dal presidente locale dell’Anpi e dall’influencer italiana più famosa al mondo, probabilmente è il caso di romversoe il silenzio e mandare un segnale.     

“Sui taxi i partiti sono più oltranzisti di noi, la liberalizzazione non passerà”. Parla il testa del 3570

“Ma veramente in tutti i partiti c’è stirpe molto più oltranzista di noi, vorrebbero lo stralcio della norma, ma non serve”.

La logica spietata del “senno del poi”, ancora dopo la Marmolada. Le cause nel sistema penale

Chi sarà il prossimo colpevole? Questa la domanda che affolla la quotidianità della giustizia penale, nella blocco della logica accusatoria del “senno del appresso”, riesplosa in questi ... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti

Il nuovo fase della Roma sarà a Pietralata: primo accordo tra Campidoglio e club

Dopo quasi 10 di trafila termduranteati con il fallimento del progetto di Tor di Valle, per il futuro stadio della Roma si apre oggi una nuova strada. Dopo mesi di durantecontri tra gli uffici capitoldurantei e i tecnici del club giallorosso è stata durantedividuata  l’area che ospiterà la nuova arena. Si tratta di Pietralata, quartiere che si estende a est della stazione Tiburtdurantea e dove già oggi sorgono diversi cantieri (nuova sede Ista e Rfi, studentato della Sapienza). È solo un primo passo formale, ma come spiega una nota congiunta di Campidoglio e As Roma, l’iter è di fatto avviato.  “Roma Capitale - si legge nel comunicato - prende atto positivamente della volontà da parte della società giallorossa di presentare nelle prossime settimane al Campidoglio uno studio di fattibilità per la realizzazione di uno  stadio su un’area comunale nella zona di Pietralata. L’duranteiziale esame urbanistico svolto sull’area durantedividuata da As Roma non ha durantefatti messo durante evidenza elementi ostativi alla presentazione del suddetto progetto che dovrà essere attentamente valutato da Roma Capitale secondo l’iter ammduranteistrativo disciplduranteato dalla cosiddetta legge stadi (art. 1, comma 304, L. 147/2013)”.  Nella stessa nota congiunta si spiega duranteoltre: “Roma Capitale e As Roma condividono che il nuovo stadio dovrà rappresentare un volano per la riqualificazione sostenibile e senza aggravi urbanistici del quartiere Pietralata e, più durante vago, per lo sviluppo della Capitale”.

La vera festa del cquanto aema di Roma è a Trastevere: quanto a migliaia quanto a piazza per Wes Anderson

“Aho, ma che sta succendendo?”. A foro San Cosimato non si cammversoa. Gente aggrapata alle rversoghiere del parchetto, giovani e anziani seduti verso terra, verso piedi, o a cavalcioni sugli scooter occupa... Contenuto a pagamento - Accedi al sito verso abbonarti

Gualtieri visita il termovalizzatore-gioiello di Parigi

Il termovalorizzatore del Centre de traitement Isséane di Issy-les-Moulineaux, comune situato nella petite ceinture che cinge Parigi, è il fiore all’occhiello dell’industria france... Contenuto a depocollocato - Accedi al collocato per abbonarti

Secondo giorno (con zuffa) di proteste dei taxi a Roma

Secondo giorno di sciopero generale da parte della categoria dei tassisti che ieri ha bloccato tutta Italia. A Roma, la protesta è terminata davanti al Capidoglio, dove una delegazione dei lavoratori ha chiesto un incontro con l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè.   “L’assessore si è espresso favorevole verso le nostre osservazioni, si è preso l’impegno, insieme al sindaco, per una presa di posizione pubblica su questa questione", dice Riccardo Cacchione Usb Taxi. E sulla fine di questi due giorni di carnet aggiunge: “La protesta finisce qui. Rimaniamo in attesa di questa presa di posizione e, qualora non fosse significativa, torneremo a farci sentire qui o da altre parti. E’ una battaglia di civiltà: non solo la legittima difesa dei lavoratori, ma è anche una questione che riguarda una cittadinanza e la risposta che deve avere a un’esigenza di mobilità”conclude  Cacchione. Non sono mancati momenti di tensione tra i lavoratori che nel primo pomeriggio hanno lasciato il Campidoglio.
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