Ferrara, la Top Secret ora avvierà una mini rivoluzione

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Ferrara, la Top Secret ora avvierà una mini rivoluzione

Basket serie A2. Eliminata in semifinale, la società biancazzurra programma il futuro 

Marco Nagliati

15 Giugno 2021

FERRARA. Rimessi i palloni a riposo, dopo un tour de force che ha costretto il gruppo squadra biancazzurro a 28 partite in 85 giorni (appena un po’ di più del tempo occorso a Phileas Fogg per il giro del mondo nel romanzo di Jules Verne), per il Kleb incombe l’orologio del futuro. Tra giovedì e venerdì il consiglio di amministrazione della società presieduta da Francesco D’Auria getterà le basi per la prossima stagione. Budget. Ambizioni. Indicazioni. Con l’avvertenza che mantenere la filosofia del passo lungo quanto la gamba è l’unica strada da percorrere. Ma è chiaro che i dirigenti intendono proseguire il processo di crescita. «Dopo una semifinale, c’è la finale» ha dichiarato D’Auria proprio alla Nuova. Una professione d’intenti evidente: Ferrara vuol continuar ad essere protagonista in A2.

Seguendo, però, una missione. Non quella di ingaggiare veterani costosi, bensì un giusto mix tra giovani ed esperti di sicuro rendimento. Dopo due stagioni con questo nucleo di italiani, la sensazione è che il ciclo sia terminato. Per mantenere e rilanciare la grandeur estense sarà necessaria una mini rivoluzione: l’ora delle scelte coraggiose è giunta. Il passo in più vira inevitabilmente per un aumento della qualità e della leadership. «Abbiamo avuto uomini, prima che giocatori» ha sussurrato D’Auria. Sacrosanto ed eterna riconoscenza sportiva. Ora, per puntare «alla finale», serve però qualcosa di differente. Qualche satanasso che nei momenti bruschi si prenda sulle spalle la squadra e risolva. Prima di addentrarsi nelle questioni tecniche, notizie consolidate. Matteo Mazzoni rimarrà come sponsor Top Secret ed è molto più che un “semplice” partner commerciale. È dentro la vita del Kleb, condivide scelte e progetti. Così come Spiro Leka è ormai un manager a tutto tondo. Non solo coach, adesso gestirà il mercato con il direttore generale Franco Del Moro. Scompare la figura del ds tradizionale, dopo il distacco progressivo con John Ebeling.

Fronte squadra: facile ipotizzare un ulteriore salto di Federico Zampini, candidato al ruolo di playmaker titolare. Rimarrà Niccolò Filoni (che se aumenta l’affidabilità del tiro da fuori…), ed è possibile la riconferma in organico del pivot Beniamino Basso. Poi c’è la questione Michele Ebeling, di rientro dall’infortunio. Era in rampa di lancio, ma dopo un’intera stagione perduta non è giusto chiedergli di tornare subito protagonista. Con “Tatu” serviranno cautela e calma. Inoltre una sua permanenza – contratto a parte – non è al momento da considerarsi scontata. Invece Nicolò Dellosto lo si inserisce a fatica in una squadra che punta al top. È parso ancora acerbo e bisognoso di minuti in squadre meno esigenti.

Se Zampini sarà in quintetto, più che possibile che si separino le strade tra Kleb e Luca Vencato. Gran difensore, generoso e dedito alla causa. Epperò poco incisivo in attacco e nei big match la lacuna incide. Su Vencato ci sono, forti, gli interessi di Orzinuovi. Da valutare la posizione di Alessandro Panni, che appare “inquadrabile” in un progetto futuro (Orzinuovi ha bussato pure alla sua porta). Lui sì che ha mano da fuori e in marcatura compensa a qualche centimetro in meno con “letture” di lampante intelligenza cestistica. Arduo possa rimanere Baldassare, la cui somma ingaggio-rendimento andrà analizzata. In difesa Patrick c’è, eccome. Ma davanti ha chiuso con cifre nettamente in ribasso tanto che nella fase ad orologio e nei playoff ogni avversario lo “battezzava”: tutti chiusi in area per impedire le penetrazioni (arma efficace di Pacher, ad esempio) e lasciare il tiro da fuori a Baldassarre. Molti ferri, pochi cesti. Primattore solo in “gara 5” a Treviglio. Nei playoff il senso del canestro è fondamentale.

Potrebbe invece firmare ancora per il Kleb Tommaso Fantoni, con ridimensionamento di ingaggio e di minutaggio. La figura di Tommyphanton, reduce da un’altra buona stagione, ci sta per avviare una nuova era. Ma ci sarà da trattare. Un’ultima annotazione: al palasport s’è fatto vedere Valerio Mazzola, in possibile uscita da Venezia. Ha iniziato la carriera proprio in terra estense… Certo, sarebbe necessario almeno un dimezzamento dell’ingaggio. Poi, siamo sempre lì: anche la sua produzione offensiva non è da doppia cifra. E la Top Secret ha necessità di protagonisti. —

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