Genovese, chiuse le indagini sulle violenze sessuali

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Genovese, chiuse le indagini sulle violenze sessuali

Alberto Genovese in una foto tratta dal profilo Instagram

Due gli episodi contestati. Per gli abusi a Ibiza indagata anche la ex fidanzata del mago delle startup

Monica Serra

09 Luglio 2021

MILANO. A otto mesi dall’arresto, la procura di Milano ha chiuso il primo capitolo dell’inchiesta su Alberto Maria Genovese. Quello sulle due brutali violenze sessuali che l’ex mago delle startup avrebbe commesso ai danni di altrettante giovanissime ospiti delle sue feste.

Il primo caso accertato dagli investigatori risale alla notte del 10 ottobre e, il 6 novembre, ha portato in carcere l’imprenditore. La vittima è una modella 18enne stuprata nella camera padronale dopo un esclusivo festino a base di droga a “Terrazza sentimento”, il suo superattico con vista sul Duomo di Milano. Mentre sulla porta era stato piazzato un buttafuori, per l’accusa, Genovese avrebbe ripetutamente abusato della ragazza, a cui avrebbe più volte “somministrato” stupefacenti  fino a ridurla “in stato di semincoscienza”. E non si sarebbe fermato neanche quando lei, esausta, lo avrebbe “implorato di smetterla”, tanto da farla finire in ospedale con lesioni che i medici hanno giudicato guaribili in 25 giorni.
Il secondo è un episodio di violenza sessuale di gruppo che Genovese avrebbe commesso a Ibiza in concorso con la fidanzata dell’epoca, Sarah Borruso (anche lei indagata). I fatti risalgono al luglio dello scorso anno, durante una vacanza che il 44enne aveva offerto agli amici a “Villa Lolita”. La presunta vittima in questo caso è una 23enne che si è presentata in Questura mentre le indagini erano già in corso.

Nel provvedimento, i pm Letizia Mannella, Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini contestano a Genovese anche la droga (cocaina, ketamina, mdma) che in più occasioni avrebbe “ceduto e somministrato” alle sue “prede” e che i poliziotti della squadra mobile, diretti da Marco Calì, hanno sequestrato nella sua cassaforte. Restano aperti due tronconi d’indagine: quello più ampio sulla droga che circolava a fiumi veniva servita sui piatti nel corso dei party patinati e l’ultimo, sui soldi, che vede il 44enne indagato per reati fiscali.

(fonte: La Stampa)

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