Coronavirus in Italia, il bollettino del 9 giugno: 1.390 nuovi casi e 25 morti

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Coronavirus in Italia, il bollettino del 9 giugno: 1.390 nuovi casi e 25 morti

Restano stabili a 1.390, appena 4 meno di ieri i contagi oggi in Italia con il tasso di positività che perde un decimale e si attesta allo 0,7%. Sono 25 i morti mentre nelle terapie intensive su liberano altri 11 posti, mentre sono 8 i nuovi ingressi. Scendono da 149 a 106 i casi nel Veneto. Stabili a 40, solo 2 meno i di ieri i casi in Piemonte dove il tasso do positività dallo 0,3 scende allo 0,2%. Sono invece 230 i contagi in Lombardia, 15 meno di ieri con tasso di positività stabile allo 0,7%. Da 112 passano a 135 i casi nel Lazio, con tasso di positività fermo allo 0,5%. Salgono appena da 94 a 99 i nuovi positivi in Emilia Romagna, dover il tasso di positività cala di un decimale allo 0,5%. In Toscana contagi giù da 94 a 79, con il tasso di positività fermo all’1,5%. In Emilia Romagna casi in lieve crescita da 94 a 99, mentre il tasso di positività dall1,1 sale all’1,3%. Passano da 58 a 44 i nuovi positivi in Puglia dove anche il tasso di positività perde due decimali passando allo 0,7%. Da 219 calano a 201 i casi in Sicilia, con tasso di positività però in crescita dall’1,8 al 2%.

La variante Delta sta intanto diventando sempre più preponderante in Lombardia. «I primi sette giorni di luglio segnalano Alpha al 24% (142 casi) e Delta al 45% (270 casi), sebbene su un totale di sole 603 genotipizzazioni eseguite in 7 giorni», comunica in una nota la vice presidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti.

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Disco verde per la vaccinazione eterologa da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che nel sesto Rapporto di Farmacovigilanza sui Vaccini Covid-19 segnala casi di sospetta reazione avversa con il contagocce nella settimana tra il 27 dicembre 2020 e il 26 giugno. «In relazione alle vaccinazioni cosiddette eterologhe a persone al di sotto di 60 anni che avevano ricevuto Vaxzevria come prima dose sono state inserite 27 segnalazioni, su un totale di 233.034 somministrazioni (la seconda dose ha riguardato nell’86% dei casi Comirnaty e nel 14% Spikevax di Moderna), con un tasso di segnalazione di 12 ogni 100.000 dosi somministrate». Tra il 27 dicembre 2020 e il 26 giugno 202, per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale, sono pervenute 76.206 segnalazioni su un totale di 49.512.799 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 154 ogni 100.000 dosi), di cui l’87,9% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Le segnalazioni gravi corrispondono all’11,9% del totale, con un tasso di 18 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione. Lo rende noto l’Agenzia Italiana del Farmaco che ha pubblicato il sesto Rapporto di Farmacovigilanza sui Vaccini Covid-19. Come è stato riportato nei precedenti Rapporti, indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento, la reazione si è verificata nella maggior parte dei casi (80% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore successive. La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty (69%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (70,6% delle dosi somministrate) e solo in minor misura al vaccino Vaxzevria (24,7% delle segnalazioni e 17,3% delle dosi somministrate), al vaccino Spikevax (5,2% delle segnalazioni e 9,6% delle dosi somministrare) e al vaccino COVID-19 Janssen (1,1% delle segnalazioni e 2,5% delle dosi somministrate). Gli eventi avversi gravi correlabili alla vaccinazione più spesso segnalati configurano un quadro di sindrome simil-influenzale con sintomatologia intensa, più frequente dopo la seconda dose dei vaccini a mRNA e dopo la prima dose di Vaxzevria.

Tutta l’Europa è in verde nella mappa settimanale dell’Ecdc sull’incidenza del Covid. Fanno eccezione la Spagna, con la gran parte delle regioni in rosso, e Cipro, in rosso scuro, i colori che indicano un incremento dei contagi. L’Irlanda e ampie aree del territorio dei Paesi Bassi e della Svezia sono colorate in giallo.

Sulla terza dose frenata dell’Ema. Al momento «è troppo presto per confermare se e quando sarà necessaria una dose di richiamo per i vaccini Covid-19, perché non ci sono ancora abbastanza dati dalle campagne di immunizzazione e dagli studi in corso per capire quanto durerà la protezione dai vaccini». Così l’Agenzia europea dei medicinali dopo la presa di posizione delle autorità sanitarie Usa sull’inutilità di dosi supplementari di vaccino oltre il ciclo previsto. Comunque, «l’Ema esaminerà i dati non appena saranno disponibili», in modo da garantire procedure rapide per un’autorizzazione «il prima possibile qualora ciò fosse necessario».

Gli anticorpi monoclonali «di prima e di seconda generazione, in fase II e fase III, si stanno dimostrando efficaci sia come terapia che, probabilmente, come profilassi», ossia a usa preventivo. Così lo Spallanzani di Roma in una nota al termine dell’incontro con Rino Rappuoli, coordinatore del team di ricerca della Fondazione Toscana Life Sciences. «Insieme a Rappuoli è stato fatto il punto sullo stato dell’arte della campagna vaccinale», dice lo Spallanzani , ed è emerso che «il vaccino si sta dimostrando una misura efficace sulla malattia grave, sulle ospedalizzazioni e sulla mortalità che è drasticamente ridotta».

(fonte: La Stampa)

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