Venezia, i confini tra realtà e percezione sbiadiscono nella mostra Sinkingscapes

La mostra Sinkingscapes, prorogata fino al 15 luglio espone un’opera multimediale dell’artista britannica Loulou Siem e fotografie dell’artista libanese Tara Sakhi.

All’inizio di Fondamenta Sant’Anna, appena dopo la fine di Via Garibaldi, Yasmine Helou e Venice Art Projects hanno ridato vita ad un piccolo locale affacciato sul canale, a metà strada tra i Giardini e l’Arsenale, le due storiche sedi della Biennale. Qui, fino al 15 luglio, le artiste Loulou Siem e Tara Sakhi s’interrogano, attraverso le loro opere, sui confini tra realtà e finzione.

Venezia, alla mostra Sinkingscapes l’installazione di Loulou Siem

Fin dalla soglia della galleria, il video realizzato dall’artista londinese Loulou Siem rapisce lo sguardo. Un avatar dalle sembianze umane in continua evoluzione, raffigurazione digitale di alcune sculture della Siem, ci accompagna in un viaggio virtuale tra le calli e i canali veneziani.

E’ The Memory of Artificial Landscapes, un video coinvolgente, che invita il pubblico ad immergersi nell’illusione di una propria, ipotetica vita veneziana.

Immaginato come un videogioco, dove spazio e tempo nascono da una soggettività totalizzante, al di fuori della cruda realtà, il video é una proiezione affascinante dell’autocoscienza in un universo al limite del sensibile.

L’artista, veneziana d’adozione, ci ha raccontato che “semplicemente vivere in questa città ci rende una rappresentazione delle capacità dello sforzo e delle attività umane: ci sono infinite possibilità. Si pensa a Venezia come ad una sfida, quando nella realtà é un’opportunità.”

Loulou Siem, The Memory of Artificial Landscapes

La ferita di Beirut nelle foto di Tara Sakhi

La mostra continua con la serie di fotografie di Tara Sakhi, Strange Skies, che tenta di catturare la ferita di Beirut qualche giorno dopo l’esplosione del 4 agosto 2020, facendo nel contempo trapelare il bisogno dell’artista di cambiare una realtà già alterata.

Infatti Sakhi, sviluppando le pellicole con prodotti chimici scaduti, aggiunge una sorta di dimensione alchimista a ciò che alcuni potrebbero magari considerare fotografia di reportage, andando così ad evidenziare lo sfregio “chimico” subito dalla sua città di origine.

Il risultato finale è una traduzione fedele dei sentimenti ambigui e antitetici di Sakhi, sottolineando il cielo chimicamente inquinato della capitale libanese come una ferita aperta, fissata nel bel mezzo di un limbo surreale.

Tara Sakhi, Strange Skies,42 x 29,7 cm, 2020

Per Yasmine Helou, la curatrice, la scelta di organizzare qui la mostra per ridare vita ad un luogo “affogato” dall’Acqua Granda del 2019: “Partendo dalla constatazione che la realtà dei paesaggi illustrati è soggettiva, avevo la sensazione che un flusso liquido unisse i sentimenti legati alla realtà, alla visione e all’illusione. La location “riemersa” della mostra rispecchia e mette a nudo questo legame fluido tra realtà e percezione.” Loulou Siem le fa eco, affermando che “una prospettiva interessante dalla quale osservare la mostra é guardarla come uno spazio di passaggio tra queste due dimensioni, come potrebbe essere una scala o un corridoio, dove il soggetto si possa a trovare a suo agio seppure sia in bilico”

Sinkingscapes, quando e dove

Mostra a cura di Yasmine Helou, con la collaborazione di Venice Art Projects

Date: 22 Maggio –  30 Giugno 2021 – Prorogata fino al 15 Luglio

Sede: Venice Art Project, Castello 994, Fondamenta Sant’Anna, 30122, Venezia 

Vaporetto: Arsenale ACTV / Giardini ACTV

Orari di apertura: chiuso il lunedì, altrimenti aperto tutti i giorni dalle 11:00 alle 18:00 

Social media:

facebook: @veniceartprojects

instagram: @tarasakhi @loulousiem

Links: loulousiem.com tarasakhi.com yasminehelou.com

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