Pochi negozi senza Green Pass da febbraio, anche dal tabaccaio servirà il certificato base: altra stretta anti no-vax

paolo russo

18 Gennaio 2022

ROMA. Per i no-vax la consolazione è che potranno forse smettere di fumare, perché il Dpcm che dovrebbe già oggi essere firmato da Draghi, dal 1° febbraio chiuderà la porta di quasi tutti i negozi, tabaccai compresi, a chi è senza vaccino. L’ingresso sarà consentito soltanto in quelli che vendono appunto beni essenziali. La cui lista contenuta nel decreto messo a punto ieri dai tecnici di Funzione pubblica, Giustizia e Sanità è più stringata di quanto ci si potesse immaginare.

Senza Green Pass base, ossia quello che si ottiene anche con il solo tampone, si potrà entrare soltanto in negozi alimentari, supermercati e ipermercati, farmacie e parafarmacie. Libertà anche di andare a fare la spesa nei mercati rionali o ad acquistare abbigliamento e quant’altro nei mercatini e nelle bancarelle degli ambulanti. Ma negozi di scarpe e vestiti, anche se per bambini, resteranno off limits senza certificato. I giornali si potranno acquistare nei chioschi senza doversi sottoporre prima a un test, senza il quale però non si può mettere piede dentro le edicole al chiuso.

I No Vax potranno andare invece dal benzinaio e per le sigarette, sbarrate le porte delle tabaccherie, restano solo i corner nei market della grande distribuzione. In verità piuttosto rari. Chi ha un’urgenza sanitaria, ad esempio un malore o un ascesso a un dente, potrà ovviamente presentarsi senza Green Pass basico tanto in ospedale che in un ambulatorio medico o dentistico. Ma per un normale controllo o un accertamento programmato il certificato rilasciato almeno con il solo tampone continua a servire, perché il principio di cautela resta lo stesso: non si entra in luoghi dove si possono contagiare altri pazienti di per sé fragili o sanitari, più che mai essenziali durante una fase di emergenza sanitaria come questa.

Braccio di ferro con le Regioni

Per quanto riguarda il capitolo giustizia, per avvocati, magistrati e personale amministrativo o di cancelleria No Vax le aule dei tribunali restano precluse. Non però per i testimoni e le parti lese del processo. Senza Green Pass basico si potrà anche andare a esporre denuncia nei commissariati di polizia o nelle stazioni dei carabinieri. Dal 1° febbraio il certificato base sarà invece necessario in tutti gli altri esercizi commerciali non compresi nel dpcm, negli uffici pubblici, nei servizi postali e per entrare in banca. Dal 20 gennaio l’ultimo decreto, dal quale discende il dpcm in via di approvazione, ha poi stabilito che il Green Pass rilasciato a vaccinati e «tamponati» sarà indispensabile anche per andare a farsi i capelli da barbieri e parrucchieri o le unghie dall’estetista.

Alla fine dunque il lockdown dei non vaccinati sarà più duro del previsto, nonostante il pressing esercitato fino all’ultimo dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, che nella lista dei negozi accessibili ai non vaccinati voleva includere tutti i codici ateco (che codificano le attività economiche) già utilizzati durante il primo lockdown, che lasciavano il libero accesso a molti altri esercizi commerciali, come negozi di elettronica e telefonia.

Ma le richieste non hanno trovato sponda nell’alleato azzurro del Carroccio, con Brunetta schierato sulla linea della prudenza. Linea scelta dal governo anche rispetto alle richieste delle Regioni, che di fatto chiedono di aprire sin da ora la fase tre di convivenza con il virus. Ieri il ministro della salute Roberto Speranza ha annunciato l’apertura a stretto giro di un tavolo tecnico di confronto con le Regioni, al quale parteciperà anche la struttura commissariale oltre che i membri Cts Silvio Brusaferro e Franco Locatelli. Ma l’impressione è che il governo intenda fare melina prima di allentare le misure, in attesa che contagi e pressione sugli ospedali calino. Intanto ieri le Regioni hanno recapitato al governo la loro lista di richieste: l’abolizione per gli asintomatici della quarantena, che non risulterebbe tra l’altro essere economicamente più sostenibile per l’Inps o, in subordine, l’abolizione dell’obbligo del tamponi per uscire dall’isolamento quando non si hanno più sintomi; lo scorporo dei ricoverati «con» Covid e non «per» Covid dal conteggio del tasso di occupazione dei posti letto che fa scattare il semaforo delle restrizioni; la Dad per gli studenti in attesa dell’esito del tampone. Aperture sulla quali si comincerà già da oggi a discutere. Ma con calma.

(fonte: La Stampa)

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