Ferrara e vaccini, cinquanta addetti alla sanità ricorrono al Tar

Si tratta di medici, sanitari e Oss: arriva una diffida all’Asl contro il primo provvedimento nei confronti di chi non si vuole vaccinare

Stefano Ciervo

27 Giugno 2021

FERRARA.  Ancora prima dell’arrivo dei primi provvedimenti di sospensione o ricollocazione, i sanitari contrari alla vaccinazione obbligatoria passano alle carte bollate. Intende infatti tutelare «almeno una cinquantina» di medici, infermieri e oss ferraresi, il ricorso al Tar di Bologna presentato nei giorni scorsi da un legale genovese, Daniele Granara, contro il primo provvedimento emesso nei loro confronti dall’Asl di via Cassoli.

Si tratta della diffida a prendere l’appuntamento per la vaccinazione, pena appunto la disposizione al datore di lavoro (l’Asl stessa o gli operatori privati) di evitare lavori Covid-sensibili, anche con demansionamenti, e in caso d’impossibilità, a sospendere senza stipendio i diretti interessati. I ricorsi tra l’altro puntano non tanto sul danno economico e professionale, quanto sulla «illegittimità costituzionale, sotto plurimi profili, di diritto interno e diritto europeo, di un obbligo riferito ad un vaccino di cui non è garantita l’efficacia».

Ne sarebbe prova, insiste il ricorso, «l’illegittima pretesa di condizionare la somministrazione del vaccino obbligatorio al rilascio di una totale esenzione da responsabilità per danni che dovessero derivare da tale vaccino non adeguatamente sperimentato e la conseguente mancata previsione di un indennizzo». E si fa appello alla «libertà di scelta della cura».

I tempi della decisione del Tar sono incerti, difficilmente arriveranno prima dell’ultima fase della procedura Asl, che riguarda 1.166 sanitari esplicitamente contrari alla vaccinazione o silenti di fronte alle sollecitazioni. I più convinti hanno anche la possibilità di aderire allo sciopero proclamato dalla sezione Fisi di Ferrara «contro l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari».

L’appuntamento fissato dalla Federazione italiana sindacati intercategoriali, che ha appena aperto appunto la sezione locale, è per mercoledì 30, con manifestazione a Bologna in piazza Nettuno (ore 15, è previsto un pullman da Ferrara per gli iscritti). La Fisi sottolinea in particolare «la contrarietà assoluta ad obblighi in materia di trattamenti per la salute», ed evidenzia «la contraddittorierà legislativa che da una parte sancisce l’obbligatorietà del vaccino per il personale sanitario e dall’altra stabilisce l’indispensabilità del consenso informato». — 

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