Poggio Renatico, il monumento ai caduti torna a splendere. Garuti: «Manteniamo viva la memoria»

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Poggio Renatico, il monumento ai caduti torna a splendere. Garuti: «Manteniamo viva la memoria»

La statua è stata ripulita. Il 30 ottobre commemorazione a cento anni dal passaggio del Milite Ignoto 

Samuele Govoni

16 Ottobre 2021

POGGIO RENATICO. La statua del Milite Ignoto torna a splendere. Il monumento ai caduti per la patria durante la Prima guerra mondiale situato in via Garibaldi a Poggio Renatico è stato ripulito. Il sindaco Daniele Garuti, che aveva anticipato alla Nuova Ferrara l’intenzione di intervenire sulla statua, è stato di parola. Il Milite Ignoto che da quasi un secolo “veglia” sul parco alle spalle del Castello Lambertini è tornato di quel bianco lucido che era al momento dell’installazione nel 1923.

LA RICORRENZA

Non un recupero fine a se stesso ma una tappa all’interno di un percorso volto alla valorizzazione della memoria. «Il 30 ottobre 1921 il convoglio con la salma passò da qui e ora – spiega Daniele Garuti, sindaco di Poggio Renatico – vogliamo ricordare quel momento e consegnare il testimone della memoria alle nuove generazioni». Sabato 30 ottobre, a cento anni esatti di distanza, amministratori e autorità si ritroveranno nella stazione ferroviaria di Poggio Renatico insieme ai bersaglieri per rendere omaggio a Severino e Duilio Merli, compaesani periti durante il primo conflitto mondiale. «Ci troveremo alle 15, ora in cui si presume passò il treno che trasportava il milite ignoto e poi – dice il sindaco – ci sposteremo verso il monumento». Una volta raggiunto il parco alle spalle del castello si procederà con la seconda parte della cerimonia. Il monumento, già dedicato ai caduti, sarà dedicato anche allo stesso Milite Ignoto. «Io e il sindaco dei ragazzi, Simone Secchiarolo, scopriremo la nuova targa. Sono contento che partecipi anche lui perché il senso di questa giornata è proprio tramandare la memoria ai più giovani».

IL MONUMENTO

L’opera, realizzata in marmo dallo scultore sanremese Enrico Pacciani, fu inaugurata nel settembre 1923 alla presenza del generale Italo Balbo e del cardinale arcivescovo di Bologna, mentre Benito Mussolini inviò un telegramma di lode.

Lo stesso scultore spiegò con queste parole il monumento: «Come un’ondata ciclonica la mischia è passata, ma è vicinissima ancora e sempre presente, in tutte le sue terrificanti immagini, nello sguardo fisso e aguzzo del fratello vivo: Esso la sorveglia, la spia, perché vuole ad ogni costo salvare il morente che ha posto ormai al di sopra della propria vita stessa. Nella difesa del corpo quasi morto Egli sente la propria difesa. Nell’attimo tragico, lo spirito ha vinto la carne. Il Morto e il Vivo sono un’anima sola che si eleva dal sacrificio consumato e dal sacrificio offerto».

Infine, al termine della ricorrenza, ci si sposterà nelle scuole medie (ex elementari) che verranno ufficialmente inaugurate dopo i lavori di restauro. In programma anche un momento musicale con la banda.

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