Allegri e Mourinho, così uguali e così distanti

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Allegri e Mourinho, così uguali e così distanti

José e Max sono molto vicini, si toccano, gemelli siamesi, nell’apparire sicuri, a tratti arroganti, decisi e maturi, ma si allontanano in quanto ad esperienze, viaggi e conoscenze

Se esistesse un’immagine ideale per essere allenatori, sarebbe certamente quella di Mourinho e Allegri. Ma guardateli, così perfettamente a loro agio, nell’agitar le mani indicando una strada, metterle in tasca quando la strada è dritta, dispensare sorrisi ammiccanti a chi se li merita, la buona critica, o ghigni di sfida a quelli che si avventurano in plateali censure. Guardateli sinceramente belli con o senza capelli, petto in fuori, testa alta. Potrebbero fare cinema, con il vestito dell’attore principale, non un eroe e nemmeno un santo, ma un peccatore sincero, di quelli per cui fai il tifo tu, ragazzo pieno di timori, di complessi, di frustrazioni, un attimo dopo averne percepito la naturale inclinazione a vivere la vita respirando tutta l’aria che c’è. Esattamente uguali in questo modo assoluto di essere, un’abilità sublime e per questo quasi volgare, di approfittare del vuoto intorno, senza che il vuoto li aspiri come polvere. 

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