Green Pass, il venerdì nero. I presidi dalle fabbriche, in tilt il porto di Trieste: nessun blocco, ma i tir tornano indietro

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Green Pass, il venerdì nero. I presidi dalle fabbriche, in tilt il porto di Trieste: nessun blocco, ma i tir tornano indietro

Non è un blocco formalmente, ma di fatto il porto di Trieste è in tilt. «Ottocento lavoratori sono fuori e un centinaio dentro, il porto oggi non sta funzionando». Lo dice Stefano Puzzer, il leader del sindacato autonomo che ha organizzato la manifestazione no Green Pass. «Sono entrate pochissime persone, della mia azienda solo due persone», spiega Michele Bussoni, un altro dei portuali. L’accesso fino a questo momento è stato consentito ma i camion che arrivano, magari da oltre confine, si scoraggiano per la folla e tornano indietro. 

«Noi aspettiamo notizie dal governo. Se non dovessero arrivare noi aspetteremo qui». È questa la volontà dei portuali di Trieste che da stanotte stanno protestando per l’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass sul luogo di lavoro. Il porto rimane comunque aperto, ma il presidio indetto dal Coordinamento dei lavoratori del porto (Cltp) è iniziato.

Green pass, presidio al porto di Trieste: “Ripercussioni? Il governo dovrà prendersi le sue responsabilità”

Chi vuole lavorare, può entrare. «Non vogliamo bloccare il porto» fa sapere chi protesta.  Al momento sono duemila le persone raggruppate davanti al Varco 4 del Porto di Trieste. Nei giorni scorsi il sindacato autonomo ha respinto la mediazione proposta dal governo di tamponi gratis pagati dalle azienda per chi non ha il certificato verde. Quello di Trieste è il settimo porto in Europa per movimentazione totale di merci e il primo in Italia con 62 milioni di tonnellate. Secondo il Clpt, sindacato di base che rappresenta un terzo dei 950 addetti dello scalo, su 950 lavoratori circa il 40% non ha il Green Pass. La Commissione di Garanza degli scioperi ha giudicato «illegittimo» lo sciopero e, in quanto tale, il prefetto Valerio Valerio ha detto che configura un reato a carico di chi partecipa.

«La situazione mi sembra quella che ho chiesto io. Di più non dico, oggi voglio stare tranquillo». Lo ha dichiarato all’Agi Zeno D’Agostino, il presidente del porto di Trieste. In una conferenza stampa ieri D’Agostino avrebbe espresso la propria contrarietà al blocco.  

Trieste, i portuali ai varchi dello scalo: comincia lo sciopero no Green Pass

Presidio in corso anche davanti al porto di Genova
Protesta in corso al varco Etiopia, al porto di Genova, di USB e portuali. Alcune decine di portuali e non solo stanno stazionando davanti alle transenne, poste davanti all’accesso al varco. I camion che devono entrare, sono costretti ad accedere ad un altro varco, quelli che già si trovavano all’interno vengono invece fatti uscire. Al momento l’operatività dello scalo è nulla. 

Genova, presidi e blocchi dei lavoratori No Green Pass lavoratori a varco PSA Prà del porto

Al porto di Venezia la situazione è tranquilla 
I lavoratori dello scalo marittimo lagunare si sono tutti presentati al lavoro. «È una giornata normale – conferma all’Ansa Mauro Piazza, presidente della Nuova compagnia dei lavoratori portuali di Venezia – da noi non ci sono scioperi né blocchi ai varchi di ingresso». Dei 180 lavoratori che operano nello scalo marittimo (120 dipendenti, 30 portuali di Chioggia e 30 esterni) tutti, con una sola eccezione, sono regolarmente in servizio. Anche Chiara Bottazzo, presidente dell’Associazione agenti e mediatori marittimi della provincia di Venezia, parla di una situazione al momento regolare. «Le navi stanno entrando regolarmente in Porto – dichiara – al momento non abbiamo sentori di problemi».

I porti di Napoli e Salerno sono funzionanti
Nei porti campani la situazione è sotto controllo. A Napoli, in uno scalo dove, come confermano le sigle di categoria, «la grande maggioranza dei lavoratori è vaccinata»,  al momento non è stata segnalato nessun disagio e nessuna protesta. Anche nello scalo salernitano è tutto regolare. Si registra soltanto qualche coda per l’accesso.

Presidio davanti alla Fiat Avio di Rivalta torinese
Un centinaio di persone, tra lavoratori senza Green Pass né tampone e pertanto impossibilitati a entrare in fabbrica, sino ritrovati davanti allo stabilimento Fiat avio a Rivalta torinese. Davanti ai cancelli sono stati affissi alcuni striscioni, con le scritte «Il lavoro è un diritto, tamponi gratis» e «No al ricatto del Green Pass nei luoghi di lavoro». Altri presidi sono stati annunciati, tra gli altri, alla Pirelli di Settimo torinese, all’Iveco di Torino e alla Gallina di La Loggia

Nessun disagio per i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco
Le tute blu addette al primo turno di lavoro, hanno varcato i cancelli muniti di certificazione verde da poter esibire in caso di richiesta. I controlli sono stati effettuati a campione ed i lavoratori selezionati sono stati fatti accomodare in un’apposita sala interna dove hanno potuto esibire il proprio Green Pass in completa privacy. Nessun disagio nemmeno al varco 1, riservato agli autotrasportatori e ai grossi fornitori, obbligati a esibire la certificazione verde al pari dei dipendenti.

All’ex Ilva, fila solo per chi deve mostrare il tampone
Al contrario, una fila, ma non molto lunga, si è creata per coloro che, non essendo vaccinati, oppure non avendo comunicato nulla in materia di Green Pass all’azienda, devono, ogni volta che arrivano in fabbrica, mostrare la certificazione dell’avvenuto tampone negativo. Nella fila di coloro che sono tenuti a mostrare la certificazione del tampone, si notava giusto qualche rallentamento.

All’Electrolux di Susegana attivata una sola linea di produzione su quattro
La rappresentanza sindacale interna dello stabilimento di Susegana (Treviso) di Electrolux ha risposto con uno sciopero stamane all’avvio dell’obbligatorietà del Green Pass per i lavoratori. La quota dei non vaccinati tra i 1.100 dipendenti diretti nell’impianto, è del 20%. L’adesione allo sciopero, nel primo turno, iniziato alle 5, riferisce la stessa Rsu, è stata tale da consentire l’attivazione di una sola linea di produzione sulle 4 totali. 

(fonte: La Stampa)

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